GAETANO LATMIRAL
Una presenza significativa per l'Elettromagnetismo e
per l'Università Parthenope.
a cura del Prof. P. Corona
Negli anni cinquanta si era all'avvio del "miracolo
economico italiano", parte di esso avveniva sul mare, e
più nell'ambito dei trasporti di cose che dei trasporti
di persone. La Facoltà di Scienze Nautiche dell'Istituto
Universitario Navale aveva una sua collocazione
specifica, ma in qualche modo limitata nello sbocco
professionale, diretto prevalentemente all'insegnamento
negli Istituti Nautici. La richiesta era tuttavia
consistente, e tale da assorbire la totalità dei
laureati.
Le prospettive della navigazione non potevano però
essere vincolate ai soli aspetti didattici, e si aveva
la piena consapevolezza dello sviluppo delle
telecomunicazioni come strumento della navigazione,
anche in conseguenza del peso che esse avevano avuto
negli eventi bellici.
La teoria dell'elettromagnetismo era ben nota, e
sistematizzata in un corpo organico di equazioni (Maxwell)
fin dalla seconda metà dell'ottocento, ma essa aveva più
condizionato che promosso il progresso tecnico: sono
infatti note a tutti le obiezioni opposte dai teorici
alle felici intuizioni applicative di Marconi.
La situazione cambia radicalmente con la pressione delle
necessità belliche, sul fronte delle telecomunicazioni
propriamente dette, e, ancor più, con l'avvento del
radar.
Il radar segna una svolta significativa, in quanto, con
l'applicazione delle onde centimetriche (microonde),
materializza l'utilizzazione delle equazioni
dell'elettromagnetismo in condizioni ottimali, senza che
aspetti secondari ne vizino la capacità di predizione
formale e sostanziale. Esse diventano un modello quasi
perfetto e relativamente semplice di ciò che può essere
misurato e utilizzato.
In questo quadro è naturale che la Facoltà di Scienze
Nautiche si ponesse un problema di attualizzazione. Che
la risposta andasse ricercata nell'ambito delle nuove
tecnologie elettroniche applicate alla navigazione è
altrettanto evidente, ma all'epoca è purtuttavia una
felice intuizione. Ad essa si dà corso con una chiamata
in cattedra, su quella che è la prima cattedra di
elettromagnetismo applicato nelle Università Italiane, e
che assume il nome di "Teoria e Tecnica delle Onde
Elettromagnetiche". Nome attualmente trasformato, non
senza qualche disappunto, in "Campi Elettromagnetici" e
rimasto a caratterizzare il solo attuale Istituto
dell'Università "Parthenope".
La copertura della cattedra non era facile, ma all'epoca
le cattedre universitarie si vincevano anche
dall'esterno dell'accademia (buona abitudine quasi
perduta nel frattempo). Ad alcune vicissitudini di breve
durata segue la soluzione definitiva, che è delle
migliori: viene chiamato a coprire l'insegnamento
Gaetano Latmiral.
All'epoca ben pochi conoscevano compiutamente gli
aspetti teorici dell'elettromagnetismo e delle
telecomunicazioni, e le applicazioni in divenire. Era
una capacità molto rara, che richiedeva al tempo stesso
conoscenze applicate e di teoria, che Latmiral aveva
maturata nell'esperienza militare, non molto condivisa
stante il suo profondo senso religioso e la sua
attitudine al pacifismo, e in una consistente presenza
industriale presso, fra l'altro, la Marelli Lenkurt.
L'esperienza bellica era stata significativa sul piano
tecnico e sul piano umano. Non è facile sapere se si sia
trattato di una forma di "obiezione", ma tant'è che
Latmiral non si occupa di dispositivi di "attacco" ma di
"difesa" e sviluppa, presso l'Istituto Radiotecnico
dell'Aeronautica di Guidonia, un sistema elettronico
atto ad interferire con il radar, di cui già disponevano
gli Angloamericani. Il dispositivo era, per
riconoscimento generale, estremamente efficace ed è un
antesignano delle attuali contromisure elettroniche, ma
il suo sviluppo arriva tardivo e l'impiego bellico
operativo si realizza soltanto a ridosso
dell'Armistizio.
Questa data coglie Latmiral in Germania, in un viaggio,
insieme ad altri Italiani, volto allo scambio di
informazioni tecniche. Egli stesso raccontava come la
notizia dell'armistizio venisse ascoltata alla radio,
durante la cena con i colleghi della Luftwaffe che, al
tempo stesso corretti e intransigenti, arrestano,
scusandosene, gli Italiani presenti. Segue un penoso
periodo di incarceramento a Berlino, nel carcere
militare di Tegel.
Fortunatamente l'accusa non
è pesante, in quanto si limita alla "detenzione di
informazioni di interesse militare" e, per essa stessa,
è un significativo riconoscimento delle capacità
tecniche italiane, in quanto sottintende che le
informazioni fossero di proprietà e origine italiana e
che i Tedeschi fossero interessati ad esse, e fossero
preoccupati del loro eventuale trasferimento in campo
avverso. Si noti come essi non fossero stati altrettanto
attenti con i "segreti" della fisica nucleare e con i
loro detentori, emigrati in Inghilterra e in USA senza
eccessive difficoltà.
Il periodo di incarceramento a Tegel è caratterizzato da
enormi disagi materiali e psicologici e da due
circostanze importanti.
La prima vede le continue pressioni delle SS perché i
prigionieri venissero trasferiti sotto la loro
giurisdizione, il che avrebbe portato a conseguenze
certo più gravi e al sicuro trasferimento in un campo di
concentramento. Tali pressioni vengono contrastate con
successo dalla Luftwaffe, forse per spirito di
colleganza e per riconoscimento del valore della
persona.
La seconda, ancora più significativa, è l'incontro con
Dietrich Bonhoeffer, pastore e teologo della Chiesa
Confessante, profeta e cultore di un pacifismo razionale
la cui testimonianza porta alle estreme conseguenze
(oppositore di Hitler, fu poi avviato a morte, nel 1945,
dalla barbarie nazista). L'incontro è importante e viene
sovente citato da Latmiral, ma le sue implicazioni non
possono essere qui discusse, data la pochezza di chi
scrive, se non menzionando una generale attitudine di
Latmiral alla comprensione delle posizioni personali e
allo smorzamento delle spigolosità spesso implicite
nella cultura scientifica, e rammentando che, fino agli
ultimi anni della sua vita, Latmiral contribuì in modo
significativo alla conoscenza e e alla diffusione
dell'opera e della personalità di Bonhoeffer.
Il periodo immediatamente postbellico è arricchito da
esperienze in ambito industriale, e bisogna tener
presente che all'epoca l'elettronica era un'attività
fortemente innovativa e che il legame fra industria e
mondo universitario era molto stretto. E' di questo
periodo la colleganza e l'amicizia con persone che
anch'esse condividono il medesimo ambito, fra cui
Carassa e Monti-Guarnieri.
L'arrivo all'Istituto Universitario Navale, con il
pregresso di esperienze qui descritto, è innovativo, e
quantitativamente importante se si considera che i
professori ordinari della Facoltà di Scienze Nautiche
erano soltanto due (G. Simeon e G. Aliverti), e che la
presenza di un terzo ordinario non è un fatto di poco
conto anche sul piano meramente quantitativo. Esso
inoltre si cala in una realtà piuttosto chiusa, in cui
gli aspetti elettrici erano curati in modo non continuo
da E. Paolini, e rigidamente accademica, che talvolta dà
luogo a incomprensioni. Il carattere della persona è poi
tale da volere fortemente collegamenti con l'esterno,
sia locale che all'estero.
Circa l'ambito culturale locale, Latmiral è la prima
presenza pienamente riconoscibile nelle
telecomunicazioni, in una realtà universitaria che
all'epoca ancora discute, anche a livello nazionale, se
l'Elettrotecnica debba partorire l'Elettronica, e che
non prima di un altro quinquennio si porrà il problema
dell'elettromagnetismo e delle comunicazioni elettriche
come realtà culturali autonome e riconoscibili.
Il richiamo di una personalità così significativa si
manifesta immediatamente, i primi assistenti sono Renato
Vinciguerra, matematico applicato, a sancire il forte
contenuto matematico dell'elettromagnetismo, e Giorgio
Franceschetti. Quest'ultimo, spinto da Latmiral,
instaura rapidamente significativi legami con gli Stati
Uniti, quasi una spola che tuttora continua, in omaggio,
all'inizio, all'imperativo che "prima di avviarsi a
fare, è necessario sapere cosa abbiano già fatto negli
USA". Il tentativo di promuovere attività collaterali
all'elettromagnetismo, che siano nel quadro di possibili
collegamenti nell'ambito dell'Istituto Universitario
Navale porta a spingere altri, in particolare L.
Mirabile, verso argomenti di diagnostica geofisica,
praticata mediante la propagazione di onde acustiche
(sismica per riflessione). Tanto anche al fine di
utilizzare la nave oceanografica "Dectra" di cui il
Navale sta per dotarsi.
Alla metà degli anni sessanta, vi è una rigogliosa
attività in elettromagnetismo e negli altri aspetti
indicati, essa ha ampio riscontro internazionale, come
pubblicistica e come collegamenti personali, e Latmiral
allarga la rosa di partecipazione, attingendo e
collegandosi con la Facoltà di Ingegneria
dell'Università di Napoli (attuale Federico II); il
collegamento avviene tramite insegnamenti incrociati, e
numerose tesi. Tanto porta anche all'espansione del
numero delle persone coinvolte, fra esse O.M Bucci, e
chi scrive.
La volontà di mantenere un collegamento stabile, induce
al tentativo di promuovere un coordinamento più
formalizzato: nasce, su iniziativa e sotto il carisma di
Latmiral, il GEFN (Gruppo di ElettroFisica Napoletano),
che raccoglie ricercatori dell'Istituto Navale e
dell'Università di Napoli, oltre le persone già citate,
E. Corti, C. Savarese, F. Immirzi, G. Cortucci, A. De
Bonitatibus, V.G. Vaccaro, G. d'Ambrosio e altri. Il
tentativo ha vita breve, ma significativa, e si estingue
con l'espandersi delle attività e con il complicarsi dei
rapporti didattici e di ricerca con le sedi
istituzionali di appartenenza. Ma tuttora chi lo ha
vissuto ne conserva un imprinting quasi nostalgico.
Comunque, nei fatti, la sede napoletana è all'epoca (ma
l'eredità non si è dispersa) con Roma e Torino, una
delle tre sedi fondamentali dell'elettromagnetismo
italiano.
Le attività di ricerca promosse e condotte da Latmiral
sono prevalentemente incentrate sull'elettromagnetismo,
sia negli aspetti applicati alle telecomunicazioni, sia
per gli aspetti di base. Questi sono fortemente formali,
e una domanda sempre ricorrente è se esse non si
"autodefiniscano", creando un corpo autonomo e
autoreferente. La risposta è nei collegamenti con la
realtà fisica più generale, rappresentata dai principi
di causalità e dalla termodinamica. Piacevolissime e
animate le discussioni sull'argomento, e fondamentali
alcuni scritti di Latmiral (con altri) sulla
compatibilità dei processi elettromagnetici con i
vincoli generali della fisica ("fisica realizzabilità").
Fra le questioni affrontate, anche con tono leggero, è
la motivazione di una qualche congenialità dei
Napoletani con l'elettromagnetismo, la risposta di
Latmiral era che sussiste una analogia con una qualche
cavillosità giuridica, anch'essa presente nei
Napoletani. A parte gli aspetti scherzosi, alla fine
degli anni sessanta si poneva il problema di un miglior
riscontro sperimentale con gli aspetti teorici, legati
agli studi sulle antenne e sulle sezioni radar. Voluta
fortemente da Latmiral, viene installata (1973) presso
L'istituto Universitario Navale, a cura di chi scrive,
la prima camera anecoica elettromagnetica nelle
Università Italiane: si tratta di una realizzazione
importante, non tanto per le dimensioni (3m x 3m x 9m),
ma perché segna un primato e perché è allo stato
dell'arte di simili realizzazioni. Essa è tuttora
operante, e tuttora con prestazioni di primo livello. Al
momento del collaudo, il commento lapidario di Latmiral
fu: "ora non si possono più "truccare" i risultati
sperimentali".
La ricerca di "cose nuove" spinge a far maturare un'idea
che già Latmiral discuteva da tempo, in particolare con
chi scrive, e che consiste nell'utilizzare un sistema
meccanico in movimento caotico per rendere le onde
elettromagnetiche non coerenti e quindi mediabili per
poterne cancellare gli effetti. Punto di partenza logico
è la creazione di una specie di "muro elettromagnetico"
caoticamente oscillante, punto di arrivo è la
realizzazione (1975-76), da parte di E. Paolini, di un
volume chiuso (camera riverberante) avente tali
caratteristiche. L'oggetto è fortemente innovativo, in
quanto introduce per la prima volta, in modo
sperimentabile in elettromagnetismo, la non coerenza e
la valutazione in termini statistici. Trova notevole
riscontro anche negli USA, dove, indipendentemente, per
motivi diversi e con differenti punti di partenza, si
sta studiando un analogo problema.
Nel frattempo, tuttavia, le limitate dimensioni della
Facoltà di Scienze Nautiche, che tende più a
autoidentificarsi che a differenziarsi, e la
corrispondente espansione della Facoltà di Ingegneria
dell'Università di Napoli, portano al trasferimento
verso quest'ultima di persone (Franceschetti e,
successivamente, Bucci) che, seppur abbiano
scientificamente preso le mosse dal Navale, trovano
presso l'Università di Napoli maggiori motivazioni,
spazi e riscontro didattico. Si tratta di un oggettivo
impoverimento, ma di certo non malvisto da Latmiral, che
lo considera un'evoluzione inevitabile e per alcuni
aspetti opportuna. Tuttavia egli non rinunzia a spingere
anche la sede di appartenenza a un rinnovamento
istituzionale, proponendo due meccanismi: la confluenza
nell'Università di Napoli e l'avvicinamento dei
contenuti, quanto meno per quanto concerne
l'elettromagnetismo e l'elettronica, a quelli nel
frattempo affermatisi (e in buona parte da lui stesso
promossi) nelle facoltà di Ingegneria. Il primo
meccanismo fallisce, per difficoltà soggettive e
oggettive, mentre il secondo ha maggior successo, come è
riscontrabile nell'ordinamento dell'epoca degli studi
della Facoltà di Scienze Nautiche.
In ogni caso lo spostamento del baricentro delle
attività verso l'Università di Napoli è troppo
significativo per non doverne trarre conclusioni, e
quella, ovvia è che, in assenza di azioni a riguardo,
porterà all'estinzione degli studi di elettromagnetismo,
e in generale delle telecomunicazioni, presso l'Istituto
Universitario Navale. La risposta, a testimonianza della
lungimiranza della persona e dell'indifferenza al
proprio "status" istituzionale, è del tutto inusuale
nell'ambiente universitario, e corrisponde a "far
spazio" lasciandolo libero, piuttosto che
conquistandolo. Pertanto Latmiral si trasferisce prima
su di una cattedra di Fisica, che lo vede ovviamente
anch'essa traente, e, successivamente presso
l'Università di Napoli, sulla cattedra di Radiotecnica.
La logica evidente, anche se non dichiarata, è di
favorire una transizione guidata che garantisca il
mantenimento (impresa non facile) presso l'Istituto
Universitario Navale, di un nucleo di attività in
Elettromagnetismo, e, più in generale in
Telecomunicazioni. L'operazione ha compimento nei primi
anni ottanta, e seppur con notevoli difficoltà, può
dirsi riuscita. E' infatti sulla base del mantenimento
di questo nucleo che l'Istituto Universitario Navale ha
potuto recentemente (1999) avviare la nuova Facoltà di
Ingegneria, con il corso di laurea in Telecomunicazioni.
E' giocoforza chiudere con alcuni aspetti personali. E'
ancora ben presente nella mente di chi scrive, la
ricchezza di contenuti delle discussioni sulla
inquadrabilità dell'elettromagnetismo nell'ambito più
generale della Fisica, e di come si dovesse "umanizzare"
un corpo di equazioni e di leggi che, nella loro
apparente perfezione si presentano quasi "ingiuste", e
ancora come, nella discussione si arrivasse rapidamente
a trasferire alcuni concetti della termodinamica al
sociale e all'economia. E anche il tipico approccio,
tenuto da Latmiral, di avviare le discussioni in tono
dimesso, quasi a chiedere chiarimenti, mentre si
trattava invece di indirizzamenti e consigli verso
problemi e ricerche promettenti, come possono essere
dispensati soltanto da chi sa, e sa molto.
Chi scrive, con questa nota non può certo pretendere di
descrivere il livello della persona, altissimo sul piano
della cultura scientifica, e ancora più sul piano della
cultura sociale e religiosa, ma ha la certezza di non
esserne stato unico beneficiario, e che molti, qui
citati e non citati, sono in debito, culturale e
personale, e che, soprattutto, vi è un debito collettivo
delle Telecomunicazioni verso G. Latmiral, che
certamente non si limita alla sole Istituzioni qui
menzionate.
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